Solo.

«Mi serve solo un sito vetrina.»

«Sono solo quattro o cinque pagine.»

«Devo solo presentare la mia attività, niente di complicato.»

Ecco, fermiamoci un momento su quel solo.

Perché un sito vetrina può essere esattamente quello che serve a un professionista o a una piccola impresa. Non tutti hanno bisogno di un e-commerce, di un'area riservata o di funzionalità particolarmente complesse. Anzi, spesso le soluzioni più semplici sono anche le più intelligenti.

Il problema nasce quando si confonde la semplicità del risultato con la semplicità del lavoro necessario per ottenerlo.

Cinque pagine. Che ci vuole?

Tecnicamente? A volte anche poco.

Dopo tanti anni passati a sviluppare siti web, installare WordPress, configurare un tema, creare cinque pagine e mettere online qualche fotografia non rappresenta esattamente una sfida esistenziale. Non devo ritirarmi per quaranta giorni nel deserto a meditare sul CSS.

Ma se pensi che il mio lavoro consista soltanto in questo, probabilmente stiamo parlando di due cose diverse.

Quando mi chiedi un sito, prima ancora di pensare a come costruirlo devo capire cosa dovrebbe fare per te. Chi sei, cosa offri, a chi ti rivolgi e soprattutto dove vuoi arrivare.

Perché magari oggi hai bisogno di cinque pagine, ma tra un anno vorrai ampliare i servizi. Oppure hai già un sito che non porta risultati e pensi che basti renderlo più bello. O ancora, sei convinto che la homepage debba contenere tutta la storia della tua azienda, dal giorno in cui tuo nonno comprò il primo furgone.

Che sarà anche una storia bellissima, ma forse chi cerca un idraulico vuole sapere prima di tutto se ripari i rubinetti.

Il mio lavoro è anche questo: mettere insieme le idee, distinguere quello che è importante da quello che lo è meno e trovare il modo migliore per raccontarlo.

Solo dopo arriva il sito.

Non paghi il tempo che impiego a fare una cosa. Paghi anche quello che ho impiegato a impararla.

Qui arriviamo a un punto che mi sta particolarmente a cuore.

L'esperienza ha un valore economico. E non soltanto quando si traduce in ore di lavoro davanti al computer.

Se oggi riesco a individuare rapidamente un problema, a suggerire una soluzione o a capire che una determinata funzionalità non serve, è perché negli anni ho affrontato situazioni simili, fatto errori, trovato soluzioni e imparato a riconoscere quelle che funzionano.

Ho visto tecnologie nascere, diventare indispensabili e sparire nel tempo necessario a imparare dove avevano nascosto le impostazioni.

Ho lavorato con professionisti, aziende, artigiani e attività molto diverse tra loro. E ogni progetto mi ha insegnato qualcosa che oggi porto nel successivo.

Quell'esperienza non sparisce soltanto perché per risolvere un problema mi bastano venti minuti.

Anzi, spesso è proprio il motivo per cui mi bastano venti minuti.

Se impiegassi tre giorni per fare la stessa cosa, probabilmente nessuno avrebbe da ridire sul tempo dedicato. Il che è abbastanza curioso, considerando che nel frattempo avresti perso tre giorni anche tu.

Il sito non si costruisce durante la prima telefonata. Anche se a volte sembra.

C'è poi tutta una parte del lavoro che difficilmente compare agli occhi del cliente.

Le telefonate in cui cerchiamo di capire come organizzare i servizi, le email per chiarire un dubbio, le proposte che preparo e poi scarto perché nel frattempo ho trovato una soluzione migliore. Il tempo passato a valutare una struttura, a controllare che una scelta sia sostenibile nel tempo o a capire se una richiesta abbia davvero senso.

Ci sono anche le conversazioni in cui ti spiego perché quella cosa che hai visto sul sito di un concorrente potrebbe non funzionare sul tuo. E quelle in cui mi dici che vorresti qualcosa di «elegante ma giovane, minimal ma con tante cose, come quello là ma diverso».

Una richiesta chiarissima, praticamente un capitolato tecnico.

Tutto questo richiede tempo, attenzione e una discreta capacità di tradurre idee spesso molto vaghe in qualcosa di concreto.

Non è tempo perso prima di iniziare il lavoro. È parte del lavoro.

E se alla fine il tuo sito risulta semplice da navigare, chiaro nei contenuti e privo di complicazioni inutili, molto probabilmente è perché qualcuno ha passato del tempo a decidere cosa non metterci.

Ma allora perché un sito vetrina può costare tanto?

Intanto, tanto rispetto a cosa?

Un sito web non si valuta soltanto contando le pagine, esattamente come non si valuta il lavoro di un architetto contando le stanze di una casa.

Due siti con cinque pagine possono richiedere un impegno completamente diverso.

Un professionista potrebbe avere già un'identità definita, fotografie di qualità, testi pronti e le idee molto chiare. Un altro potrebbe partire da una cartella con tre loghi diversi, fotografie del 2014 e una vaga intenzione di «rinnovare un po' l'immagine». Possibilmente entro venerdì.

Entrambi vogliono cinque pagine.

Ma il lavoro necessario per arrivarci non è lo stesso.

Ecco perché preferisco capire un progetto prima di formulare un preventivo. Non perché voglia complicare qualcosa di semplice, ma perché voglio sapere cosa sto proponendo e assumermi la responsabilità di realizzarlo bene.

A volte significa anche consigliare di investire parte del budget in fotografie professionali, testi scritti da un copywriter o una consulenza SEO mirata. Non perché voglia aggiungere servizi al preventivo come gli optional di un'automobile, ma perché un bel contenitore, se dentro non c'è niente di interessante, rimane un bel contenitore.

E Google, purtroppo, non si commuove davanti a una palette colori particolarmente raffinata.

Semplice non significa economico. E complicato non significa migliore.

Non voglio convincerti che un sito debba necessariamente costare molto. Sarebbe una sciocchezza.

Esistono progetti piccoli che richiedono investimenti contenuti e progetti più articolati che hanno bisogno di risorse maggiori. Il mio compito è anche aiutarti a capire dove abbia senso spendere e dove, invece, possiamo tranquillamente risparmiare.

Ma c'è una differenza tra cercare una soluzione proporzionata al proprio budget e pensare che un professionista debba costare poco perché quello che gli chiedi sembra facile.

Quando affidi un lavoro a qualcuno con esperienza, non stai acquistando soltanto il tempo necessario per eseguirlo. Stai acquistando competenze, capacità di giudizio e la possibilità di evitare errori che magari, da solo, non sapresti nemmeno riconoscere.

Anche perché il preventivo più caro, di solito, è il secondo: quello per rifare il sito economico.

A volte il risultato di tutto questo sono cinque pagine.

Cinque pagine fatte bene, che raccontano la tua attività, aiutano le persone a trovare quello che cercano e possono accompagnare la crescita del tuo lavoro.

Senza effetti speciali, animazioni che fanno venire il mal di mare o uno slider in homepage che cambia foto ogni due secondi perché «così è più dinamico».

Quindi sì, possiamo fare anche solo un sito vetrina.

Ma quel solo, se non ti dispiace, lo lasciamo fuori dal preventivo.

Stai pensando a un sito per la tua attività? Scrivimi: prima di parlare di pagine, parliamo di cosa ti serve.