Una delle cose più strane di questo mestiere è che ti pagano per fare delle cose, e quindi sei tentata di fare delle cose. Tutte le cose che ti chiedono. Anche quando sai che non servono.
Resistere a questa tentazione, negli anni, è diventata per me una piccola pratica quotidiana. Non sempre ci riesco. Quando ci riesco, mi rendo conto che è la cosa che il cliente ricorda di più, molto più del progetto consegnato.
Una regola personale
La regola che mi sono data, prima di accettare qualunque preventivo, è una sola: se non posso giustificare a me stessa, in due frasi, perché questo progetto cambierà in meglio la vita del cliente, non lo prendo. O meglio: prima di prenderlo, parlo con il cliente e gli propongo qualcosa di diverso.
Tre storie, tutte vere, tutti progetti che non ho fatto, almeno non nella forma con cui erano arrivate.
Caso 1, L'agenzia immobiliare che aveva fatto da sé
Un'agenzia immobiliare di Prato mi contatta per rifare il sito. La titolare lo aveva costruito da sola, anni prima, in WordPress, ed era stata davvero brava. \"Però adesso lo voglio fatto bene, da una professionista\", mi dice. Apro il sito.
Era un sito semplice ma incredibilmente efficace. Pulito, veloce, con le schede degli immobili impostate intelligentemente, le foto al posto giusto, i contatti in evidenza. Si vedeva subito il lavoro di chi quel mestiere lo fa davvero, sapeva cosa cercavano i suoi clienti e glielo aveva messo davanti senza fronzoli. Su Google si posizionava sulla sua zona, le telefonate arrivavano, le case si vendevano. Non aveva niente da invidiare a un sito fatto da un'agenzia.
Le ho detto: "il tuo sito è fatto bene, hai fatto un lavoro molto buono da sola, e funziona. Rifarlo da capo è un investimento che non ti restituisce niente di più, anzi, rischio anche di romperti la SEO che ti sei guadagnata in tutti questi anni. Se hai un budget da spendere, investi su altro, su una visual brand identity coerente, un logo nuovo, dei colori che ti rappresentino davvero, e poi su un percorso di SEO continuativa che ti aiuti a stare davanti ai competitor più strutturati."
Quel suo sito è ancora online, oggi, funziona benissimo, e quando lo apro penso ancora che lei sia stata bravissima. E nel frattempo le ho fatto altri due siti, per attività diverse di cui si occupa. Le è rimasto in mente che, quella volta, le ho detto di non spendere.
Caso 2, Il fotografo che si è offeso
Un fotografo mi contatta dicendomi che il sito appena fatto non converte. "Vorrei che lo rifacessi tu, mi piace come lavori". Vado a vederlo.
Il sito era davvero bello. Tipografia curata, foto giganti, struttura editoriale, performance ottime. Onestamente, non sono certa che io avrei saputo farlo meglio, e gliel'ho detto.
Ho passato un paio d'ore a guardare i suoi dati, dove arrivava il traffico, cosa cercavano le persone, dove finivano le visite. Il problema non era il sito. Il sito era impeccabile. Il problema era che nessuno lo trovava. La SEO di base era a posto, struttura, title, meta, sitemap. Quello che mancava era un livello più alto, posizionamento sulle keyword giuste per il suo mercato, contenuti scritti per intercettare ricerche specifiche, link building. Un lavoro di SEO avanzata, continuativa, fatto da uno specialista, non il tipo di intervento che potevo fare io, e nemmeno una cosa che si risolve rifacendo il sito.
Gliel'ho detto onestamente: "il tuo sito è ottimo. Se lo rifacessi io ti farei spendere 4000€ per ottenere meno di quanto hai già. Il problema è di posizionamento. Ti consiglio un percorso con un SEO specialist, non con me."
Lui se l'è presa. È andato via convinto che fosse una scusa per non lavorare, o peggio, per nascondere che non ero in grado. Mi dispiace ancora oggi, sinceramente, perché lui ci era rimasto male. Ma sono certa di non avergli fatto spendere soldi per niente, e per me, alla fine, conta più questo.
O peggio ancora: "non da me".
Caso 3, La parrucchiera che doveva fare altro
Una parrucchiera di Poggio a Caiano mi chiede un sito. Budget intorno ai 1500€. Salone piccolo, super curato, clientela locale di quartiere e zone limitrofe. "Tutti mi dicono che mi serve il sito", mi spiega.
Le faccio la domanda che faccio sempre, "i clienti nuovi come ti arrivano oggi?". Risposta, tutti via passaparola e via Instagram. Le chiedo del suo profilo Google Business. "Cosa?". Non lo aveva nemmeno aperto.
Le ho detto, testualmente: "un sito di un parrucchiere di quartiere serve pochissimo. La gente, quando cerca un parrucchiere, va su Google Maps, guarda le recensioni, vede le foto degli ultimi lavori, e decide. Tienti quei soldi e investili su due cose: una scheda Google Business Profile curata bene, con foto vere, orari, e qualche recensione raccolta a mano dai clienti più affezionati, e su Instagram, dove già sei. Quando avrai un'esigenza vera, tipo lanciare un servizio nuovo o un brand di prodotti, allora ne riparliamo."
Ha fatto così. Le ho dato io due ore di tempo per impostare la scheda Google Business e per organizzarle un piccolo set di foto. Le ho fatturato 200€. Da quella scheda, oggi, le arrivano una decina di nuove clienti al mese. Il sito, ancora oggi, non ce l'ha. E sta benissimo così.
Perché lo faccio
Lo faccio per tre motivi, in ordine di importanza:
- Perché è giusto. Suona moralistico, ma è la verità. Il cliente mi paga per la mia esperienza, e la mia esperienza a volte è "non farlo". Tradire questo è tradire il mestiere.
- Perché paga, sul lungo periodo. Il cliente a cui ho detto "non fare il sito" è il cliente che, quando finalmente avrà bisogno di farlo, mi chiamerà subito. E in mezzo, mi manderà altri tre clienti.
- Perché lavoro più volentieri su progetti che hanno una ragion d'essere. Lavorare su progetti che so essere sbagliati mi pesa. Non posso permettermi di portare a casa quel peso.
Se stai pensando di rifare il sito della tua attività, ti chiedo solo questo: prima di scegliere chi lo farà, parla con due o tre professionisti. E nota chi prova a dirti, almeno una volta, "ma sei sicura che ti serva?". Quella persona, probabilmente, ti tratterà bene anche dopo la firma del preventivo.
Hai dei dubbi sul fatto che ti serva davvero un sito nuovo? Scrivimi, facciamo una chiamata e capiamo insieme. Anche se la risposta è "non ancora".