Per anni ho gestito i siti dei miei clienti in modo molto semplice. Mi scrivevano quando avevano bisogno. Io intervenivo. Un aggiornamento al volo, un controllo veloce, una piccola sistemazione qua e là.

Funzionava. O almeno sembrava funzionare.

Poi il web ha deciso di complicarsi la vita

E di conseguenza anche la mia.

Quando ho iniziato a realizzare siti web, WordPress era più semplice, i plugin erano meno numerosi e gli hacker erano impegnati a fare cose che, fortunatamente, non riguardavano il sito della trattoria sotto casa.

Oggi un sito è un piccolo ecosistema fatto di CMS, plugin, temi, hosting, certificati SSL, servizi esterni, strumenti di analisi, motori di ricerca e qualche migliaio di righe di codice che devono continuare a parlarsi senza litigare.

E fidati: ogni tanto litigano. Di solito il venerdì pomeriggio. Poco prima di cena. Per motivi che nessuno sviluppatore è ancora riuscito a spiegare scientificamente.

«Ma il sito funziona benissimo»

È una delle frasi che sento più spesso. E meno male. È esattamente quello che dovrebbe fare.

Nessuno porta l'auto dal meccanico perché è già ferma in mezzo all'autostrada. Nessuno aspetta che la caldaia esploda per decidere che forse era il caso di fare un controllo. O almeno me lo auguro.

Eppure con i siti web succede continuamente. Finché tutto funziona, nessuno ci pensa. Poi un giorno qualcosa smette di funzionare e improvvisamente diventa un'emergenza.

Prima arrivano i piccoli segnali

La verità è che un sito raramente passa da «perfetto» a «rotto» dall'oggi al domani. Prima arrivano i piccoli segnali.

Piccole cose. Quelle che nessuno nota finché non diventano abbastanza grandi da creare un problema vero.

La manutenzione serve esattamente a questo: accorgersi delle cose prima che siano i clienti ad accorgersene.

Non stai comprando aggiornamenti

Ed è qui che nasce forse il più grande equivoco.

Quando sottoscrivi un servizio di assistenza non stai comprando aggiornamenti. Quelli sono la conseguenza. Stai comprando tranquillità. Stai comprando qualcuno che conosce il tuo sito, sa come è stato costruito e può intervenire rapidamente quando serve.

Stai comprando la possibilità di scrivere «c'è una cosa strana sul sito…» senza dover passare il pomeriggio a cercare su Google «tecnico WordPress urgente».

Che, credimi, non è mai una ricerca che regala grandi soddisfazioni.

Per questo ho deciso di trasformare quella che per anni è stata una cortesia, un favore o una telefonata occasionale in un servizio vero e proprio.

Un po' come l'assicurazione

Non perché i siti si rompano continuamente. Anzi. La maggior parte del tempo non succede assolutamente niente. Che è esattamente il risultato che stiamo cercando.

Un po' come l'assicurazione. Quando funziona bene sembra quasi inutile. Poi succede qualcosa e improvvisamente tutti sono contenti di averla fatta.

La manutenzione non serve a tenere occupato il tuo web designer. Serve a permettere a te di occuparti del tuo lavoro. Mentre qualcun altro si preoccupa di controllare che il sito continui a fare il suo. In silenzio. Senza drammi. Senza sorprese.

E possibilmente senza quelle telefonate che iniziano con «non so cosa sia successo…». Perché dopo vent'anni nel web ho imparato una cosa: quando una telefonata inizia così, raramente porta buone notizie.

Come funziona, in pratica

Per i siti che realizzo offro un servizio di assistenza e manutenzione annuale, con un controllo ogni tre mesi.

Ogni tre mesi non significa che nei tre mesi in mezzo non possa succedere niente. Succede, eccome. Ma chi ha sottoscritto il piano ha la priorità su tutto il resto: la sua email non finisce in coda dietro un preventivo nuovo o una modifica urgente di qualcun altro. Passa prima.

Se hai un sito che ho realizzato io e vuoi smettere di pensarci, scrivimi. Ne parliamo, e vediamo insieme se ha senso per te.

Nel frattempo, se il tuo sito funziona bene oggi: bene così. È esattamente quello che dovrebbe fare.

Hai un sito che ho costruito io e vuoi un piano di manutenzione che ti tolga il pensiero? Scrivimi: la cosa più bella che potrò dirti, alla fine dell'anno, è che non è successo niente.